Con l'arrivo dei Romani viene colonizzato il territorio
del centro demico di Ostra, nome che forse deriva da
una radice indo-europea che ha prodotto il latino Australis
"posto a sud" e il germanico Austra "meridionale",
proprio per la sua localizzazione nell'estremo settore
meridionale dell'area italiana conquistata dai Celti.
L'antico centro, già ubicato nell'attuale territorio
di Ostra Vetere in una località definita Muracce
per la presenza di ruderi in superficie, venne costituito
in Municipium e inserito nella tribù Pollia.
Con la conquista romana si provvide anche a collegare
Ostra ai centri urbani di Sentinum e Sena Gallica per
mezzo di un diverticolo della via Flaminia tracciato
lungo la valle del Misa; il territorio ostrense fu inoltre
ripartito ed organizzato con la creazione di una centuriazione.
Le poche iscrizioni pervenuteci attestano la presenza
di magistrati (duovir, sexvir), di corporazioni artigiane
(collegium Fabrum e Centonariorum) e del culto religioso
pagano (Dea Bona) e cristiano, testimoniato dall'esistenza
di un vescovo di Ostra ancora nell'anno 502.
Gli scavi eseguiti negli anni 1903-1904 hanno messo
in luce alcuni edifici pubblici situati nei pressi del
foro dell'antica città: i presumibili resti di
un tempio che s'innalza ancora oggi circa 2 metri dalla
superficie del terreno, il teatro avente un diametro
di metri 45 circa, le terme ubicate in prossimità
del fiume, di pianta sostanzialmente quadrata e con
una fronte lunga metri 59, costituita da 12 ambienti
con pavimenti in mosaico.
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