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Nel 1841, presso il teatro, un agricoltore del luogo scoprì la statua, in marmo pario, di un generale o funzionario di età traianea, da alcuni identificato con lo stesso imperatore.

La statua, attualmente nel Museo d'Arte e di Storia di Ginevra, è alta 2 metri ed è databile alla prima metà del I sec. d.C.. Venne alla luce durante l'aratura di un terreno in località "Muracce", effettuata dall'agricoltore Giovanni Brunetti.

Nel 1881 uno studioso, il prof. G.B. Sezanne, che riportava anche i giudizi di altri illustri colleghi, così si esprimeva a proposito di questa testimonianza artistica:
"... la statua rinvenuta tra ruderi dell'antichissima Ostra lavoro di singolare bellezza, scultura grecoromana dei più bei tempi dell'arte, esprimentel'imperatore Traiano sotto le bellicose forme di Marte in atto di chi si atteggia a muovere il passo...

L'antico ed ignoto scultore effigiò dunque il mite e benignissimo imperatore sotto la figura di Marte dignitoso e severo d'aspetto, come chi è uso a comandare eserciti e a dettare leggi; è in atto di chi a camminare si appresti, nudo tutto, stringe egli nella sinistra mano la daga e con la destra, ora vuota, pare già tenesse un papiro, segno che a principe legislatore conviene.

Una breve damide, ornata di ricco fermaglio, scende dall'omero manco in belle e semplici pieghe, e rende vieppiù svariate e gradevoli all'occhio le linee dell'imperiale figura, le cui membra acconciamente svelano un uomo giunto a robusta virilità.

Pochi sono veramente gli scultori che, discacciato dalle statue loro il freddo rigore del sasso sappiano porvi la carne, con tutte qU'elle apparenze del vuoto interiore la quale certificano piena e robusta la vita...".

Nella pubblicazione Art romain, a cura di J. Chamay e J. Louis Maier - Mainz am Rhein 1989 - si sostiene la tesi secondo la quale la statua rappresenta Marco Ulpio Traiano, il padre dell'imperatore.

La statua, che nel frattempo era passata in mano a diversi proprietari, nonostante la sollecitazione degli stessi rivolta allo Stato italiano affinché l'acquistasse per evitare che finisse all'estero e nonostante gli auspici degli studiosi che questo potesse avvenire perché soltanto dal "... culto del buono e del bello, ... può il genere umano ereditare tempi migliori", venne legalmente acquistata per 7500 lire il 20 febbraio 1893, dal Museo Rath di Ginevra.

L'esportazione in Svizzera venne regolarmente autorizzata da un'apposita Commissione ministeriale italiana.
Nel 1894 la statua veniva collocata tra le raccolte del museo Rath, successivamente incorporate nel Museo d'Arte e di Storia di Ginevra.


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